Conoscere il periodo fertile per evitare la gravidanza

Conoscere il periodo fertile per evitare la gravidanza

La consapevolezza della fertilità è importante nel momento in cui una donna desideri intraprendere l’esperienza della maternità, così come nel caso in cui preferisca, anche temporaneamente, non incorrere in una gravidanza. I motivi per evitare il concepimento di un figlio possono essere di diversa natura: un lavoro impegnativo e una carriera in corso, una relazione sentimentale non ancora del tutto definita, un partner che non vuole assumersi il ruolo della paternità, una situazione di instabilità economica o un problema di salute. In ogni caso, la conoscenza dei periodi fertili e il monitoraggio dell’ovulazione sono metodi relativamente utili anche per la pianificazione familiare, evitando di ricorrere a terapie ormonali o a dispositivi meccanici, quali possono essere la spirale o il preservativo.

Individuare i giorni della fertilità

Premesso che la fecondazione, e il conseguente sviluppo dell’embrione, avviene quando la cellula uovo femminile si unisce ad uno spermatozoo, e che tale processo può verificarsi solo nei giorni fertili della donna, individuare con precisione questo periodo al fine di evitare, o provocare, una gravidanza è sempre un’operazione piuttosto complessa. I giorni fertili femminili corrispondono alla vita della cellula uovo e dello sperma maschile, che varia da persona a persona: indicativamente, un ovocita, dopo che è stato espulso dalle ovaie, vive per circa 24 ore, mentre gli spermatozoi possono rimanere in vita all’interno del corpo femminile anche per sei giorni. Questo significa che, nel corso del ciclo mestruale, ogni donna ha circa 7/8 giorni di effettiva fertilità: i sei giorni precedenti all’ovulazione, più uno o due giorni successivi.

Monitoraggio costante dei segnali di fertilità

Per le donne con un ciclo molto regolare, il periodo fertile potrebbe collocarsi, sommariamente, dopo l’ottavo giorno e per una decina di giorni circa. I segnali caratteristici, come l’addensarsi del muco cervicale e l’innalzamento delle temperatura basale, potrebbero essere un’ulteriore conferma, tuttavia il ciclo ormonale è spesso influenzato da fattori fisici e psichici che rendono necessaria una costante osservazione, protratta per diversi mesi. E’ opportuno ricordare che il calcolo dei giorni fertili, qualunque sia la motivazione, è sconsigliabile a causa dell’inattendibilità per le donne con un ciclo irregolare e spesso assente, per le adolescenti e per le donne in premenopausa, poiché i continui sbalzi ormonali rendono impossibile identificare i sintomi con esattezza. 

Utilizzare lo stick d’ovulazione

Oltre al metodo Billings (il controllo del muco cervicale), al calcolo dei giorni e alla rilevazione quotidiana della temperatura basale, in farmacia è reperibile uno stick utile per confermare il periodo dell’ovulazione, ed ideale sia come metodo contraccettivo che per la pianificazione una gravidanza. Si tratta di un test dell’urina che rileva il picco dell’ormone luteina (LH), indicatore di una probabile ovulazione: questo ormone viene rilasciato dalla ghiandola pituitaria per stimolare le ovaie alla produzione ciclica degli ovociti. In ogni caso, qualunque sia il metodo adottato, l’ideale è che ogni donna sappia ascoltare i segnali provenienti dal proprio corpo, assecondando anche l’intensificarsi del desiderio sessuale, che fisiologicamente coincide con i giorni più fertili.