Parto naturale: ecco come avviene

Parto naturale: ecco come avviene

Per ogni donna, il parto rappresenta un momento indimenticabile. Da un punto di vista tecnico poi, il parto naturale è un evento molto interessante da scoprire.  Il parto naturale si costituisce di diverse fasi che vanno dal travaglio alla fase espulsiva del bambino.  La prima e vera fase inizia con le prime contrazioni dolorose associate a loro volta alle modifiche del collo uterino che si dilata gradualmente. Sul sito Inran.it è presente una raccolta fotografia veramente imperdibile.

Durante le prime fasi di travaglio, le contrazioni sono inizialmente irregolari, sia come frequenza che come intensità, ma si vanno gradualmente a intensificare quando si avvicina il momento del parto vero e proprio. Infatti, è proprio per mezzo delle contrazioni, che la cervice tende ad allargarsi aprendo così il passaggio del bambino.

Per quanto riguarda invece la seconda fase, le contrazioni diventano via, via più intense e più frequenti e portano il collo dell’utero a dilatarsi sempre di più. Questa fase può durare anche due ore.  Quando il collo dell’utero si è aperto di 4 cm al massimo, per chi vuole, può eseguire l’anestesia epidurale caratterizzata dall’introduzione di un anestetico locale nello spazio incluso tra le vertebre lombari.

Quando la dilatazione è attorno ai 10 cm le contrazioni possono essere molto vicine tra loro e soprattutto possono essere molto intense. In questa fase, il travaglio dura in genere da 30 minuti a due ore e molto spesso è la più difficile da sopportare perchè non si fa in tempo  a riposare e a riprendere le forze tra una contrazione e l’altra. Quando il collo dell’utero è abbastanza dilatato, in questo caso inizia la fase espulsiva, vale a dire, quella delle spinte.

La terza fase riguarda la nascita del bambino. Ma prima del periodo espulsivo c’è un piccolo  momento di transizione che è come una pausa di riposo prima della spinta finale. Può durare circa mezz’ora e sembra che le contrazioni si fermino anche se la progressione del nascituro continua sempre, anche se più lentamente.

Questa pausa è molto importante da rispettare perchè serve alla futura mamma ad adattare i tessuti alla dilazione e al passaggio del bambino.

Quindi finito l’intervallo di tempo, ecco che la neomamma deve iniziare a spingere. A questo punto il bambino cerca di scendere lungo il canale vaginale, compiendo contemporaneamente parziali rotazioni. Una volta uscita la testa, il piccolo aiutato dalla madre con un’altra spinta, compie un’ultima rotazione per poter liberare le sue piccole spalle e finalmente uscire completamente fuori.

Generalmente il bambino nasce uscendo con la testa per prima. Ma ci sono alcuni casi che si presenta podalico, vale a dire presenta prima le natiche o i piedi e deve essere aiutato dall’ostetrica.

L’ultima fase è quella del secondamento. Dopo la nascita si recide il cordone ombelicale, si appoggia il neonato sulla mamma per un po’ di tempo, e successivamente lo si affida alle puericultrici sia per il lavaggio che per i futuri controlli.

Adesso si deve attendere che la placenta venga espulsa. Nella maggior parte dei casi la fuoriuscita avviene entro massimo 15 minuti. Uscita la placenta si procede con la sutura di eventuali lacerazioni.